giovedì 16 gennaio 2014

Credo che la pace definitiva in Palestina sia ancora molto remota

Un'immagine è più eloquente di mille parole

La situazione è ben lontana da una soluzione pacifica: i Palestinesi non dimenticano.
(Vedi su Wikipedia  "giorno della terra": Yom Al-Ard, anche in francese, ma specialmente dettagliato in inglese).
A Jenin per esempio, una lapide ricorda certi avvenimenti del 2002, con parole molto dure.

Nel frattempo, mentre la terra di Palestina va scomparendo, ci sono alcuni che speculano allegramente su questa tragedia. I più propensi ad arricchirsi sono purtroppo i produttori di cemento, i fabbricanti di filo spinato speciale, insieme ai mercanti di armi, seguiti dai nuovi coloni israeliani dei territori occupati, generosamente incentivati dal governo.

Immagine della linea verde di Qalqilya  all'estremo ovest del West Bank
Voici ce qu'on appelle "être au pied du mur" en Palestine.

«Mais nous souffrons d'un mal incurable qui s'appelle l'espoir. Espoir de libération et d'indépendance. Espoir d'une vie normale où nous ne serons ni héros, ni victimes. 
Espoir de voir nos enfants aller sans danger à l'école. 
Espoir pour une femme enceinte de donner naissance à un bébé vivant, dans un hôpital,
et pas à un enfant mort devant un poste de contrôle militaire.

Espoir que nos poètes verront la beauté de la couleur rouge dans les roses, 
plutôt que dans le sang.
Espoir que cette terre retrouvera son nom original: terre d'amour et de paix. 
 Merci pour porter avec nous le fardeau de cet espoir.»            M.Darwish

mercoledì 1 gennaio 2014

Perché non c'è pace tra gli ulivi di Palestina

In un post datato 2 dicembre 2013 ho citato la mia personale partecipazione alla raccolta delle olive (il 22.10.2013) in un villaggio vicino a Nablus. Adesso posso documentare, mediante il filmato seguente, che si trattava di un abile stratagemma politico per opporsi pacificamente al sopruso dei soldati israeliani, che arbitrariamente, nel villaggio di Jeet, impedivano agli indigeni palestinesi di raccogliere le loro olive nelle loro piantagioni, troppo vicine all'insediamento di Kdumim.
La presenza di noi volontari internazionali legava le mani ai militari israeliani, che non potevano più esercitare le solite prepotenze, perchè noi avremmo denunciato il misfatto alla stampa o ai media dei nostri paesi, svergognando gli ideatori di queste (e altre) pretestuose forme di deterrente messe in atto per estorcere territori da attribuire a nuovi coloni israeliani.
In definitiva, un giorno potrò raccontare ai miei nipoti di aver dato questo mio contributo alla resistenza palestinese. Sperando che almeno in quegli anni la Palestina sia davvero pacificata e libera.


Qui di seguito, riporto il commento dell'autore del filmato pubblicato su YouTube.
Notevole la musica delle colonna sonora... ascoltatela con particolare attenzione.


Published on Dec 10, 2013
22nd of October, 2013 in the middle of harvest season Al'Ard Palestinian Agri-Products has organized olive picking event. The olive picking took place in the Jeet village, near the settlement Gilaad in the area C.
Aim of this event was to support the farmers, whose olive trees and land has been confiscated under pretext of being in security zone for settlements based in West Bank (part of the future long awaited Palestinian state).
These Israeli settlements are illegal under international law.
We have waited for 2 weeks till the farmers received the permission from the DCO to collect their own olives on their own land. The Israeli DCO (district coordination office) always delays the announcing of the date of olive harvest, what complicates farmers' and their families ability to organize & come for the harvest on their land stolen by settlements. Thus they happen to loose great part of their harvest, what causes them huge financial loss. Therefore it is so important to come on this particular date in numbers.
North-West from Jeet village is an Israeli settlement Qadumim, which is constantly expanding at the expense of the Palestinian neighboring villages. There is also a constant threat of settler violence from both illegal settlements spreading above the villages. The Israeli settlers are repeatedly torching crops and endangering the indigenous Palestinian people. We have documented one of this attacks, which took place on 23.9.2013, please have a look by clicking on this link: https://www.facebook.com/media/set/?s...
On the day of the event we could see Israeli occupation forces and settlers observing us from the settlement.
Al'Ard representatives together with 19 volunteers took part in olive picking, visit of Sarra village olive press, enjoyed local Dabke group dance show, while having tasty Palestinian Musakhan (chicken with roasted almonds on traditional oven baked bread with yoghurt) and vegetarian mua'janaat (Thyme pizza style oven-baked bread). Both families enjoyed our presence and help in picking. Even though it was just one day event we hope we have contributed at least a tiny bit in alleviating the pain out of the terrible and unfair circumstances that our farmers from Jeet village have to endure.
By the end of the day Al'Ard said goodbye & thank you to the international volunteers present with Al'Ard Palestinian Agri-products gift bags.

“If the Olive Trees knew the hands that planted them, Their Oil would become Tears.” Mahmoud Darwish

martedì 24 dicembre 2013

Natale 2013 a Betlemme




Da Betlemme: Auguri di Buon Natale a tutti quelli che mi conoscono.
A questo punto, vista la situazione, qui proprio occorre sorridere per non piangere.



Messa di Natale dalla Grotta di Betlemme

Natale senza neve (per fortuna!) a Betlemme di Giudea

A Nablus, Jemma ed io avevamo già addobbato il nostro albero di Natale

giovedì 19 dicembre 2013

Caro/a amico/a ti scrivo...

Questo era il nostro allegro pupazzo di neve palestinese, ma...


La neve in Palestina e Siria non è stata per tutti una gradita sorpresa, bensì ha costituito un’immensa sciagura e grave minaccia aggiuntiva per i rifugiati e profughi siriani
 Io ho appena firmato la petizione:
"Governo Svizzero: Accogliere 20'000 profughi siriani."
 e vorrei chiederti di aiutarci aggiungendo il tuo nome. 
 Il nostro obiettivo è quello di raggiungere 1500 firme e abbiamo bisogno del tuo sostegno.
 Puoi saperne di più e leggere la petizione cliccando sul link qui sotto: 

https://www.change.org/it/petizioni/governo-svizzero-accogliere-20-000-profughi-siriani

T'invito a diffondere questo link ÎÎÎ ad altri tuoi amici potenzialmente disponibili!

Lettre de Naplouse



Chère Geneviève!
tout se passe bien ici. Merci mille fois pour les photos! Certaines sont magnifiques!
d'autres moins ahahah surtout par rapport à la tête que je fais :D
en tout cas, c'est très gentil de me les avoir envoyées si vite.
Mes cours d'arabe ne sont plus vraiment les mêmes sans toi, Hassan m'a vaguement abandonnée et c'est Fanan qui gère mes progrès maintenant! 
Pour le reste, on était sans électricité pour 2 jours, je te dis même pas le froid.... la neige est tombée toute une nuit et un jour entier. Incroyable.
Tous les Palestiniens jouaient dans la neige pendant deux jours, avec des sachets en plastique autour des pieds, ahaha!
J'ai fait des bonshommes de neige avec Fanan, c'était super! 
D'autre part, notre coeur était aussi un peu triste par rapport à la situation des pauvres gens en Syrie qui ne profitent sûrement pas de la même manière de la neige, mais qui en souffrent. Aussi dans les camps ici je pense que ça a été chaud (ironique, l'utilisation de ce mot...) de survivre à ce froid sans lumière, sans chauffage!
Mais bon. Là le soleil (asshams!) est retourné et on espère que ça va rester pour un bon moment.
Helen, Jemma et moi, on va partir pour le weekend a Nazareth, full immersion dans le Christmas Market!
:) Je te souhaite une très bonne journée et... au revoir! 
Gros bisous
Lorenza








Dettaglio ingrandito di un puntino nell'immagine precedente






Vorrei segnalare, a conclusione di questa pagina, un'intervista telefonica (sulle mie prime impressioni della Palestina) in onda in diretta su RSI La2 alle 6.30 del mattino.
Pare che, malgrado l'ora, numerose persone in Ticino abbiano ascoltato le mie parole e i miei commenti. Comunque chi volesse ascoltare l'intervista può farlo consultando gli archivi della trasmissione "Albachiara". Questa intervista prende origine dall'articolo apparso sul quotidiano "La Regione" che raccontava le mie prime peripezie di volontaria in terra di Palestina.


giovedì 5 dicembre 2013

Hiver maudit, reviendras-tu toujours?




Mi spiace dover annotare che le prime, vere avvisaglie d'inverno (siberiano) hanno fatto la loro apparizione anche in Palestina, dove le case non hanno riscaldamento centrale.
Le previsioni meteo della prossima settimana sono decisamente pessimiste. Meglio coprirsi bene adesso, anche se l'altro ieri visitando il palazzo di Hisham a 5 km da Gerico con le mie amiche e colleghe avevamo ancora un bel sole.


lunedì 2 dicembre 2013

Ricchezze naturali di Palestina



Disse il poeta palestinese Mahmoud Darwish:
  "We have on this earth what makes life worth living"

Le ricchezze naturali della terra  di Palestina sono i bambini, le olive (che anch'io ho aiutato a raccogliere al sole di fine ottobre) e pure i datteri.

Altrimenti, per riflettere e meditare, abbiamo a disposizione un deserto di pietre e sassi che talvolta, magicamente rifiorisce.

Purtroppo i vari monti degli ulivi di cui è disseminato questo territorio sono spesso teatro di contese e bersaglio di rappresaglie assolutamente indegne della tradizione millenaria legata a queste piante, simbolo della pace fin dai tempi biblici di Noè.

“If the Olive Trees knew the hands that planted them, Their Oil would become Tears.” Mahmoud Darwish